„Ho ricevuto un aiuto miracoloso“

 

Recandoci nella Cappella possiamo cogliere già da fuori la forza segreta dell’immagine miracolosa.

 

Testimonianze dipinte di una profonda devozione e del culto mariano! Molti sguardi si soffermano ancora oggi su queste testimonianze mute che sono al contempo estremamente eloquenti.
Migliaia di ex voto a prolungare una vita nascosta. Spesso li scopriamo nella penombra delle stanze laterali della chiesa, proprio dietro l’altare, nascosti, dimenticati, abbandonati, in stato di degrado, desiderosi di essere riscoperti, con la speranza di essere risvegliati da una morte apparente, sulle scale che conducono alla sacrestia o anche appesi ai lati, per attirare gli sguardi. Quanto siamo riconoscenti e felici, che qui, all’interno e intorno alla Cappella delle Grazie, dove interno ed esterno creano una sorta di pericardio di fede, pieno del sangue vivo dei credenti, queste toccanti testimonianze del bisogno e della speranza d’aiuto dell’uomo suscitino grande considerazione.

Le immagini votive sono al contempo testimonianze artistiche e di fede. La bellezza semplice e la testimonianza di fede sono due aspetti dello stesso fenomeno, come due camere del cuore. Da qui nasce la bellezza della fede.
Le immagini votive documentano il pellegrinaggio nell’antichità, sono testimonianze importanti delle tradizioni e dei costumi e manifestazioni degli uomini nei tempi antichi; esse ci permettono di conoscere la storia e gli avvenimenti locali, sono fonti per conoscere la medicina popolare e permettono di conoscere da vicino le abitudini di vita semplici, per lo più dei contadini; sono inoltre testimonianza di disgrazie in casa, nel cortile, nella stalla, di malattie, incidenti, guerre, catastrofi naturali ed esprimono tutto ciò che l’umanità deve sopportare nella vita, semplici testimonianze dell’oppressione e delle pene fisiche o morali dell’uomo.
Le immagini votive, dette spesso offerte votive o anche “ex-voto”, diventano quindi dei certificati, e tutti concordano nel ritenere che nel silenzio e aperti alla contemplazione religiosa nella galleria della Cappella, un passo dopo l’altro gli occhi restano incollati alle pareti. Così la preghiera fatta ed esaudita che sta dietro l’ex-voto rivive in un certo senso nell’anima dell’osservatore e rinasce a nuova vita negli anni, nei decenni e nei secoli.

Nella contemplazione degli ex-voto diventa chiaro come gli uomini si siano “innamorati” del pellegrinaggio spinti da una forza interna.  Tre momenti ci commuovono ogni volta:
il primo è certamente la contemplazione dell’immagine miracolosa della Nostra Signora di Altötting. Qui percepiamo perché allora come oggi gli uomini si siano rivolti a Lei pieni di speranza e di amore. Il secondo è la rivelazione del postulante. I semplici autoritratti respirano il sollievo tanto agognato ed esprimono allo stesso tempo la certezza dell’esaudimento. Tutte le immagini sono appassionate, perché la vita è tesa tra il desiderio e la speranza. E terzo è spesso il motivo dell’ex-voto, che rappresenta ciò che muove alla richiesta votiva.
Per questo ogni immagine votiva è espressione di fede. Nella parte inferiore dell’immagine viene rappresentata la difficoltà terrena, spesso anche la miseria umana. Dall’alto discende la beatitudine celeste e è indicato il luogo della richiesta. In mezzo tra sopra e sotto / tra beatitudine celeste e miseria umana, si trova il postulante.
Qui stiamo noi e giungiamo alla Cappella delle Grazie. Ciascuno di noi, col talento della ragione e della devozione, potrebbe dipingere un simile ex-voto in una supplica sincera e improvvisa del cuore.