Augenblicke der Besinnung

Wir alle müssen uns mit aufrichtiger Liebe
dem Studium der christlichen Lehre hingeben,
um zugleich mit allen übrigen Wahrheiten unserer heiligen Religion zu erkennen,
dass die Eucharistie
der Mittelpunkt unseres Glaubens,
das Endziel jeder anderen Andachtsübung,
die Quelle alles Guten,
die Vollendung aller anderen Sakramente,
der Inbegriff der göttlichen Geheimnisse,
der Strom aller Gnaden,
das Linderungsmittel für alle Schmerzen,
das Brot des Lebens,
die Zehrung für die Reise in die Heimat,
das Unterpfand und der Vorgenuss der Himmelsglorie ist.

Hl. Papst Pius X.













All’interno dell’ottagono

Uno “spazio dall’effetto estasiante”, così è stato definito l’ottagono della Cappella delle Grazie da un famoso esperto. La sala circolare misura solo pochi passi, ma ha già assistito a secoli di storia: qui si sono inginocchiati imperatori, re e papi e vi hanno pregato milioni di semplici pellegrini. Il nero e l’oro e l’argento dell’altare, degli ex-voto e dei reliquari alle pareti che brillano alla luce delle candele, catturano qualsiasi visitatore con un gioco di luci mistico e magico.

L’altare delle Grazie nel suo splendore d’oro e d’argento e la pregevole immagine miracolosa custodita nel reliquario centrale dominano la scena. Maria con il bambin Gesù in braccio volge uno sguardo dolce, buono e materno verso gli oranti. Qui non giungono i rumori del mondo, qui regnano silenzio e contemplazione. In una delle otto nicchie è incastonato l’altare, che si offre magnifico agli sguardi dei visitatori fin dall’epoca barocca. L’antico altare gotico è giunto a noi solo attraverso calcografie. Le sante Caterina e Margherita fiancheggiavano l’immagine miracolosa. Nel 1645, mentre imperava ancora la Guerra dei Trent’anni, lo scultore Marx Schinagl di Monaco realizzò, su incarico del principe Maximilian, un tabernacolo d’argento per contenere l’icona sacra. Nel 1670 l’intradosso della nicchia venne impreziosito con la pregiata raffigurazione in argento della “Radice di Jesse”, l’albero della genealogia di Cristo; queste decorazioni della nicchia e i personaggi raffigurati, sono state create dal pittore Tobias Schinagl e vengono considerate tra le migliori del loro genere in Germania. I modelli furono forniti dallo scultore Balthasar Ableithner di Monaco e Franz Oxner sempre di Monaco le realizzò in argento e oro. L’altare fu terminato nel 1673 con l’incoronazione di Maria dalla Santa Trinità posta nell’area superiore dell’arco, probabilmente realizzata da Franz Fesenmayer di Augusta sulla bozza del pittore Kaspar Amort di Monaco. Sempre in argento è l’antependium del tavolo dell’altare, risalente 1821, in pieno periodo post rococò, che raffigura il leggendario battesimo del duca ad opera del vescovo Rupertus. In alto, sopra la nicchia dell’altare e quasi nascosta nell’oscurità della volta, splende la grande tavola d’argento con l’immagine della città di Burghausen, la cui donazione è stata benedetta dai cittadini assediati e sofferenti per la guerra di secessione spagnola nel 1705.

Altötting- “Herz Bayerns”, il cuore della Baviera:
In nessun altro luogo queste parole sono così concrete, tangibili e comprensibili come all’interno dell’ottagono della Santa Cappella.