Augenblicke der Besinnung

Was ließ die heiligen Apostel und Märtyrer
schwere Kämpfe und härteste Strafen ertragen,
wenn nicht der Glaube,
vor allem an die Auferstehung.

Fidelis von Sigmaringen













Il curriculum di Papa Benedetto XVI

Infanzia e giovinezza – Peregrinazione tra Inn e Salzach
Joseph Ratzinger venne alla luce a Marktl am Inn, terzogenito di Josef e Maria Ratzinger il 16 aprile 1927, un Sabato Santo. Nacque in una famiglia semplice e modesta, amorevole e profondamente cattolica che lasciò un’impronta indelebile nella sua infanzia. Visse un “Cristianesimo gioioso, colorato, umano”, come ricorda nella sua autobiografia “Aus meinem Leben” (Dalla mia vita).
Il padre, un commissario di gendarmeria, fu trasferito molte volte. Nel 1929 la famiglia si trasferì a Tittmoning an der Salzach, dove Joseph che aveva tre anni frequentò l’asilo nell’ex convento Agostiniano. Alla fine del 1923 la famiglia si trasferì nuovamente, ad Aschau am Inn. Joseph che aveva cinque anni frequentò qui la scuola e ricevette la prima comunione nella parrocchia tardo gotica Mariä Himmelfahrt (Dell’Assunta). Insieme al fratello Georg prese lezioni di pianoforte nel vicino convento dei Francescani. Ancora oggi i due fratelli sono uniti dall’amore per la musica. Dopo il pensionamento del padre la famiglia si trasferì a Traunstein, dove acquisì una piccola fattoria. A dodici anni Joseph seguì il fratello Georg nel seminario St. Michael di Traunstein, “con grandi aspettative”, come scrive nella sua autobiografia. In questo seminario, orientato al sostegno delle vocazioni, cominciò per i due fratelli la via del sacerdozio.

All’ombra del Terzo Reich
Joseph Ratzinger aveva 16 anni quando assistette alla distruzione della capitale della Baviera. Nel 1943 con gli altri seminaristi fu arruolato nei servizi ausiliari antiaerei. Poco prima della fine della guerra Ratzinger decise di “andare a casa”, come riporta nella sua autobiografia. Fu così che disertò, consapevole del rischio che stava correndo. Due soldati, anch’essi “stanchi della guerra”, lasciarono fuggire Joseph, ferito ad un braccio. Venne catturato dagli americani prima di “poter stringere in mano con incontenibile gioia il foglio di congedo”. Era il 19 giugno 1945, e così la fine della guerra divenne anche per lui realtà.

Da pastore di anime a Professore e Cardinale
Nel 1946 Joseph Ratzinger intraprese gli studi in Teologia, inizialmente presso la Scuola superiore di filosofia e di teologia di Frisinga, poi all’università di Monaco. Il 29 giugno 1951 col fratello Georg e altri 38 diaconi fu ordinato sacerdote dal cardinale Michael Faulhaber. Dopo una breve ma intensa attività pastorale nelle parrocchie di Monaco di Baviera decise di intraprendere la carriera scientifica. Ottenne il dottorato nel 1953 con una dissertazione dal tema “Volk und Haus Gottes in Augustins Lehre von der Kirche” (Popolo e casa di Dio nella dottrina della Chiesa di Sant’Agostino). Quattro anni dopo, a 30 anni, divenne professore di Dogmatica presso la Scuola superiore di filosofia e teologia di Frisinga. Nel suo percorso accademico insegnò alle università di Bonn, Münster, Tubinga e Ratisbona. Nel 1962 il giovane professore di teologia accompagnò il cardinale di Colonia Josef Frings al Concilio Vaticano II e svolse un importante ruolo di consultore teologico del Concilio. Il 25 marzo 1977 Papa Paolo VI nominò il famoso professore di teologia di Regensburg e rinomato teologo internazionale Arcivescovo di Monaco e Frisinga, divenendo quindi successore del cardinale Julius Döpfner. Venne ordinato vescovo il 28 maggio 1977 a Monaco nel Liebfrauendom, il sabato precedente la festa di Pentecoste. Come motto episcopale scelse un passaggio dalla Bibbia: “„Cooperatores veritatis - Collaboratore della verità. Il 27 giugno 1977 papa Paolo VI lo accolse nel Collegio cardinalizio.

La chiamata a Roma
Il 25 novembre 1981 papa Giovanni Paolo II lo chiamò come Cardinale della curia a Roma e lo nominò Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. In questo compito fu più di due decenni uno dei collaboratori più stretti del papa. Durante il suo mandato venne presentato anche il nuovo catechismo della chiesa cattolica, un compendio pregnante della dottrina della fede cattolica, che nel mondo è diventato un bestseller. Dal 2002 al 2005 fu anche Decano del Collegio cardinalizio.

Habemus Papam
Il 19 aprile 2005, i Cardinali aventi diritto di voto elessero il Decano Joseph Ratzinger successore di Giovanni Paolo II, deceduto il 2 aprile 2005. Il 265° successore di San Pietro assunse il nome di Benedetto XVI. La notizia della sua elezione suscitò grande approvazione in tutto il mondo, soprattutto il Germania, e anche gioia e speranza. Dopo 482 anni siedeva nuovamente un tedesco sul trono di Pietro.
Il nuovo papa, già dalle sue prime dichiarazione, rese chiaro di voler portare avanti l’eredità spirituale e morale di Giovanni Paolo II. Con la sua prima Enciclica, pubblicata il 25 dicembre  2005 “Deus caritas est – Dio è amore”, pose alcuni accenti che ebbero un’eco molto positiva a livello internazionale.

Il nome Benedetto
Benedetto è non solo il nome del nuovo papa, ma un vero e proprio programma. Scegliendo questo nome il papa indicò la tradizione alla quale si rifaceva. Il nome rimanda prima di tutto a San Benedetto, grande uomo dell’ordine, padre del monachesimo occidentale e patrono d’Europa, e al suo “Ora et labora” contenuto nella regola benedettina. La patria bavarese del Papa è una terra segnata e consacrata dall’opera dell’ordine dei Benedettini. L’ultimo papa con questo nome, Benedetto XV (1914-1922), si adoperò per la pace e la riconciliazione durante la Prima Guerra Mondiale. Fu anche un promotore delle riforme sociali. 90 anni prima, proprio durante la Prima Guerra Mondiale, Benedetto XV, pregato dal re bavarese Ludwig III e dalla regina Maria Theresa, nominò Maria Madre di Dio patrona della Baviera. Da allora si celebra la festa della "Patrona Bavariae".

Il Papa nella sua patria
Dal 9 al 14 settembre 2006 Papa Benedetto XVI visitò la patria bavarese. Centinaia di migliaia accolsero il papa a Monaco, Altötting, Marktl e Ratisbona. Proprio l’11 settembre con la visita ad Altötting e Marktl fu per il Papa un giorno del ritorno alle proprie radici personali. Come una grande famiglia, circa 60000 fedeli entusiasti raccolti nella Kapellplatz e nelle piazze adiacenti gli diedero un caloroso benvenuto “a casa”. La preghiera nella Cappella delle Grazie, la celebrazione eucaristica nella Kapellplatz, la contemplazione davanti al Signore dell’Eucarestia nella nuova Cappella dell’Adorazione e i Vespri nella Basilica: vista oggi, Altötting sembra che abbia rappresentato il punto spirituale più alto dell’intero viaggio pastorale. A Marktl la visita del Papa fu un evento straordinario. Benedetto XVI entrò nella parrocchia di St. Oswald, nella quale il giorno del suo compleanno, il 16 aprile 1927, un Sabato Santo, ricevette il sacramento del battesimo e quindi la consacrazione dell’ingresso nella comunità dei fedeli. Qui pregò insieme al fratello Georg sul fonte battesimale. Il battesimo con l’acqua pasquale appena santificata lasciò presagire alla famiglia un disegno ben preciso.
Questo mistero pasquale, che fin dall’inizio ha impregnato la sua vita, è stato vissuto dal Papa quotidianamente con profonda devozione.