Augenblicke der Besinnung

O seligste Gottesmutter Maria,
du Königin und Mutter der Priester,
du hast der Welt Jesus Christus,
der zugleich Opferpriester und Opfergabe ist, geschenkt.
Deinem unbefleckten Herzen
ist das kostbare Blut entströmt,
dass unter der Mitwirkung des Heiligen Geistes
den Opferleib des Erlösers gebildet hat.
Erflehe der Kirche viele gute Priester.
Führe die Berufenen über alle inneren Hemmungen
und äußeren Lockungen hinweg zum Altar
und mache sie
zu heiligen, seeleneifrigen Arbeitern im Weinberg des Herrn.
Schließe alle Priester in dein Herz ein













La Nuova Cappella dell’Adorazione

 
 

Venite adoremus - Venite, adoriamo!
Del  Vescovo diocesano, Mons. Wilhelm Schram l'8 settembre -
Celebrazione della nascita di Maria – Beata

Aperta tutti i giorni dalle 8:00-18:00, mercoledì fino alle 20.00
Ogni primo giovedì del mese: preghiera notturna dalle 20:00 alle 8:00
Il vescovo Wilhelm Schraml si è impegnato affinché il culto dell’adorazione davanti al Santissimo Sacramento avesse un posto centrale e speciale in questo luogo di pellegrinaggio. Per questo motivo fu realizzata la nuova Cappella dell'Adorazione proprio sulla piazza del santuario. Questo luogo sacro fu completato giusto in tempo per la visita di Sua Santità. Per la celebrazione della nascita di Maria, venerdì 8 settembre, il vescovo Schraml celebrerà l'Eucaristia alle 11:00 nella Cappella della Grazie e poi benedirà la nuova cappella, che diventerà in questo modo un luogo sacro.
Decorato su una pietra originale del pilastro di Maria di Monaco, con un nuovo capitello in argento, con pietre di agata e lapislazzuli, il Santissimo Sacramento  è stato esposto nell’ostensorio per la preghiera. La colonna mariana, che si trova dal 1637sulla piazza di Marienplatz di Monaco, fu costruita dal principe elettore Massimiliano I dopo un voto per preservare la città di Monaco e Landshut dalla Guerra dei Trent'anni '. Sul piedistallo si trova la "Patrona Boiariae ". Negli anni 1967-1970 le pietre sono state sostituite con marmo di Adnet. Parte di esso è stato conservato a Monaco di Baviera dall’artista e scultore Max Faller. Si chiude in un certo senso il cerchio: nel cuore della Baviera, così viene chiamata Altötting, la colonna è stata eretta in onore della "Patrona della Baviera", cioè della Vergine Maria come patrona della Baviera. La festa si celebra tradizionalmente il primo maggio, con l'apertura dell'anno del pellegrinaggio. Il cuore del principe Massimiliano è stato sepolto,  insieme a quelli di altri di nove governanti della Baviera, nella cappella. La colonna mariana porta l'ostensorio e, insieme al Santissimo Sacramento, rappresenta il centro della fede in Cristo. Papa Benedetto XVI. è stato  arcivescovo di Monaco-Frisinga e sin dalla sua infanzia è profondamente legato al pellegrinaggio verso la Madonna di Altötting.

 Il silenzio è il vero senso della vita.
 Fa parte di essa, come respirare ed espirare.
 Romano Guardini, + 1968

 
Papa Benedetto XVI. sull’adorazione e sulla nuova Cappella dell’Adorazione quando ha visitato il santuario mariano di Altötting  l’11 settembre 2006

Discorso di benvenuto da parte del vescovo Schraml all'inizio della celebrazione eucaristica nella cappella:
 La Cappella delle Grazie di Altötting, il nuovo spazio per la celebrazione eucaristica e la tomba del santo portinaio, sono luoghi affidabili di intercessione e del legame sincero e leale con voi e con il successore di Pietro. Ogni persona è alla ricerca di questo legame ed è riconoscente  per il fatto di avere qualcuno che pensa a lui, che si prenda cura di lui. Coloro che vengono ad Altötting, trovano tutto ciò nella Madre di Dio. Tutti dovrebbero venire qui con le loro gioie e i loro dolori per conoscere la sofferenza e la bontà della madre di Dio. Chi va da Maria, lei lo prenderà per mano e lo condurrà a Cristo, che è la salvezza degli uomini. Qui il cielo si apre. Il cielo è la nostra vera casa.
 
Al termine della sua omelia, Papa Benedetto XVI passa all’adorazione :
Sentiamoci vicino a Dio non solamente durante il momento della Comunione. Lui è presente nell'Ostia sacra e ci aspetta sempre. L'adorazione del Signore durante l'Eucaristia ha trovato ad Altötting,  nel vecchio tesoro, un luogo nuovo. Maria e Gesù si appartengono. Tramite lei vogliamo rimanere in contatto con il Signore per imparare ad accoglierlo meglio.

Nell'omelia durante i  Vespri (Basilica di S. Anna) Papa Benedetto ha parlato l’ 11 Settembre 2006 dell’essere vicini al Signore Gesù Cristo.
 Ha parlato davanti ai seminaristi in cammino verso il sacerdozio, alle religiose e religiosi.
 Quello che ha detto riguardo alla vocazione al servizio di Gesù Cristo e al successore di Cristo, ha un significato importante per tutti i cristiani. Qui di seguito alcuni estratti.
 
Come stare con il Signore?
Un modo essenziale dello stare col Signore è la celebrazione eucaristica. Altötting, grazie al Vescovo Schraml, ha un nuovo “ tesoro". Il luogo in cui una volta si custodivano i tesori del passato, oggetti preziosi della storia e della pietà, rappresenta adesso il vero tesoro della Chiesa: la presenza permanente del Signore nel suo Sacramento. Il Signore, in una delle sue parabole, ci racconta del tesoro nascosto nel campo. Chi l’ha trovato, così dice a noi, vende tutti i suoi averi per poter comprare il campo, perché il tesoro nascosto supera ogni altro valore. Il tesoro nascosto, il bene sopra ogni altro bene, è il Regno di Dio – è Gesù stesso, il Regno in persona. Nell’Ostia sacra Egli è presente, il vero tesoro, sempre per noi raggiungibile. Solo nell’adorazione di questa sua presenza impariamo a riceverlo in modo giusto – impariamo il comunicarci, impariamo dall'interno la celebrazione dell’Eucaristia. Vorrei citare in questo contesto una bella parola di Edith Stein, la santa Compatrona d’Europa, che scrive in una sua lettera: "Il Signore è presente nel tabernacolo con divinità e umanità. Egli è lì, non per sé stesso, ma per noi: perché è la sua gioia stare con gli uomini. E perché sa che noi, così come siamo, abbiamo bisogno della sua vicinanza personale. La conseguenza per quanti pensano e sentono normalmente è quella di sentirsi attratti e di soffermarsi lì ogniqualvolta e finché è loro concesso" (Gesammelte Werke VII, 136f). Amiamo lo stare col Signore! Là possiamo parlare con Lui di tutto. Possiamo esporgli le nostre domande, le nostre preoccupazioni, le nostre angosce. Le nostre gioie. La nostra gratitudine, le nostre delusioni, le nostre richieste e le nostre speranze. Là possiamo anche ripetergli sempre di nuovo: "Signore, manda operai nella tua messe! Aiutami ad essere un buon lavoratore nella tua vigna!". Qui, in questa Basilica, il nostro pensiero va a Maria, che ha vissuto la sua vita totalmente per Gesù Cristo" e che perciò era, ed è tuttora, anche totalmente a disposizione degli uomini: le tavolette votive lo dimostrano in modo concreto. E pensiamo a Sant‘ Anna, e con lei all’importanza delle madri e dei padri, delle nonne e dei nonni, pensiamo all’importanza della famiglia come ambiente di vita e di preghiera, dove si impara a pregare e dove possono maturare le vocazioni. Qui, ad Altötting, rivolgiamo naturalmente un pensiero particolare al buon frate Corrado. Egli ha rinunciato ad una grande eredità, perché voleva seguire Gesù Cristo senza riserve ed essere totalmente con Lui. Come il Signore propone nella parabola, egli ha scelto per sé veramente l’ultimo posto, quello dell’umile frate portinaio. Nella sua portineria ha realizzato proprio ciò che san Marco ci dice degli Apostoli: lo "stare con Lui" e l’"essere mandato" verso gli uomini. Dalla sua cella poteva sempre guardare verso il tabernacolo, sempre "stare con Lui". Da questo sguardo ha imparato la bontà inesauribile, con cui trattava la gente che quasi ininterrottamente suonava alla sua porta – a volte anche in modo piuttosto cattivo per provocarlo, a volte con impazienza e schiamazzi. A tutti loro egli, mediante la sua bontà e umanità, ha donato senza grandi parole un messaggio che valeva più di semplici parole. Preghiamo il frate san Corrado perché ci aiuti a tenere lo sguardo fisso sul Signore e che in questo modo ci aiuti a portare l’amore di Dio agli uomini. Amen!

Preghiere nel silenzio
Tu mi guardi e sai tutto.
 Sono quello che sono: tu lo sai.
 Ciò che voglio reprimere e non accettare è davanti a tuoi occhi.
 Tu sai tutto quello che ho tenuto nascosto agli altri.
 Tu conosci l'immagine che io ho di me stesso.
 Tutto ciò che è rimasto irrisolto, che non si è cicatrizzato:
 tu lo conosci.
 Tu conosci le mie debolezze, tutto ciò che nascondo;
 tu sai in cosa devo cambiare.
 O Signore, che bello sapere che non sono solo con me stesso.
 Come bello sapere di essere accettati da te.

Preghiera di San. Francesco nel momento della conversione davanti al Crocifisso di San Damiano
O alto e glorioso Dio, illumina le tenebre del cuore mio. Dammi una fede retta, speranza certa,
carità perfetta e umiltà profonda. Dammi, Signore, senno e discernimento per compiere la tua vera
e santa volontà.
Amen.